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2 Novembre 2013. Condividere conoscenze ed esperienze. Il lavoro che si fonde alla vita e le aziende che diventano organismi agricoli. Il futuro.

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Quando passo l'Appennino Toscano, in entrambe le direzioni, sento odore di casa. Sono fortunato. Nelle mie vene scorre sangue parmigiano puro e privo di Barilla..... Parma è il mio stomaco con un pò di cuore. Firenze è tutto il resto.

Dovevamo partire in quattro ma due sono crollati sotto il venerdì sera. ;) Carlo ed io, nati tra l’altro lo stesso giorno di Aprile (stesso giorno di Ratzinger....;)), alle 6:45 eravamo vis à vis. Firenze in certi momenti è da sballo.

Viaggio di parole. A volte per me ancora non è facile trovare le parole giuste. Avere la fortuna di conoscere il pensiero e le parole di persone come Steiner, può rendere evidenti le proprie capacità.....

Vini di Vignaioli, la sezione italiana di Renaissance des Appellations e Pietre Colorate, si sono riuniti ieri al Castello di Bardi. Verso la Biodinamica era il tema. Al tavolo dei relatori, una bellissima unione di esperienza, cultura, scienza e nuove prospettive. Nel pomeriggio, alcuni produttori come Patrick, Stefano, Federica, ci hanno raccontato il loro modo di vivere e fare biodinamica. Da ognuno di loro, è emerso uno stato di continua ricerca personale sul lavoro e nella vita. Il sentire di aver trovato un posto nel mondo, in tutti i sensi.

Dopo 10 anni tondi di biodinamica ed avendo continuato a seguire la ricerca enologica ed agronomica convenzionale, così come i vari gruppi/manifestazioni di produttori nate negli ultimi anni, oggi mi sento di formulare questo pensiero. Prima un doveroso inciso: ViniEtici è un gruppo particolare perché finalizzato a seguire tutta la filiera. Idea fino ad ora già intrapresa da qualcuno ma senza una linea guida ben precisa dalla vigna al cliente finale.....è un gruppo formato sì da consulenti ma con la pretesa di mettere al centro il lavoro di tutti, la terra per prima.

La scienza chiede di dimostrare che la biodinamica funziona e qualche collega risponde facendo ricerche già fatte....la Fibl, l’esperienza Sekem, alcuni produttori italiani, le varie esperienze nel mondo....non servono a niente?!?!

Fino a quando ci fermeremo a cercare di tradurre in numeri un qualcosa che ancora non viene spiegato in nessun corso universitario in modo approfondito, finiremo per fare della biodinamica una semplice ricetta, come tanti la stanno presentando e praticando. Si parla addirittura di "biodinamica moderna" quando di fatto è un pensiero “molto avanti” per sua natura..... è che siamo agli albori della sua conoscenza.

Ogni volta in cui un produttore si appresta a vinificare, saprebbe dire ad un suo cliente quando si producono etil fenoli, amine biogene, acetaldeide, sentori burrosi, secchezza, scarsa acidità, ossidazioni, riduzioni, perdita di colore, dati sballati di solforosa e sensazioni lontane dalla sua terra e dalla sua uva? Uno scienziato può farci vedere con i suoi metodi che il suolo, la pianta, il vino, gli esseri umani operanti e i consumatori sono vitali?

Spesso la risposta sarebbe no. In entrambe i casi. Il dovere e volere dimostrare una propria teoria senza il confronto con altri, spesso limita il piacere di tanti consumatori e non rende merito al lavoro fatto dalla natura.

Alcuni produttori forse avrebbero bisogno di un pò di conoscenza “convenzionale”. La scienza in genere, ha bisogno di una visione più profonda per capire l’inutilità di certe ricerche. Così alcuni potranno offrire vini ancora più territoriali e altri usare i soldi in modo un più utile. Senza offendere nessuno.

La biodinamica è anche socialità, si è visto ieri.

A mio avviso se riusciamo davvero ad unirci in un dialogo profondo e serio, dove il sentire abbia un buon peso, potremo dire di aver fatto qualcosa di buono per la nostra terra.

Buona fiera! Quest’anno me la salto. :(

 

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