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Come o Perché.

L’antroposofia ti “costringe” ad interiorizzare il senso ed il significato di ogni singola parola. In questo Marco e Carlo sono le mie guide migliori, dopo Rudolf….;) La scelta delle parole è importante per comunicare in modo sincero e pulito con “ogni” tipo di persona e non per riuscire a vincere una sfida. Come ho letto in un libro, anche Gesù parlava in parabole. Saper ascoltare, saper parlare e saper condividere, sono cose che non ti insegnano a scuola. Invece, nei corsi di biodinamica fatti in un certo modo, si parla poco del come e molto del perché in un dialogo senza vincitori né vinti.

Nel mondo del vino la mancanza di un senso comune si manifesta in quei produttori - non vignaioli - che si fregiano delle loro capacità senza condividerle. Questo fenomeno è ancor più chiaro in quei territori dove il valore di ogni singolo metro di terra è inestimabile solo per essere lì. E dove il produttore che riesce ad emerge non dovrebbe rendere grazie solo a stesso ma a tutto il territorio. Trovi produttori - non agricoltori - che sfruttano quel posto per vendere le loro bottiglie a € tanti e per il senso comune fanno poco o niente. Poi provi a capire, visitare, conoscere e incontri persone che hanno a che fare con l'immagine dell'agricoltura, magari bio o bd, ma che non hanno niente a che vedere con la vera agricoltura....

Questo perché? Qualcuno pensa di essere più furbo dell'altro, essendo probabilmente rimasto ad un'epoca in cui forse questo era necessario.

Come si può fare? Usando il web ed i social in modo diretto, senza offese ma con pretese di risposte sincere. Ad esempio, tutti i sommelier o giornalisti che, per fortuna esistono, dovrebbero magari tutelare il consumatore, facendo da guida, invece di fare una guida con vinti e vincitori.

Ancora la maggior parte dei vignaioli spende soldi nel concime o in un attrezzo e ben si guarda da retribuire un qualsiasi aspetto della comunicazione o dell'evoluzione della propria realtà. Si può fare ancora molto, il necessario da capire ora è che non ci possono essere protocolli di campagna e di cantina validi per tutti. Certo che, qualche venditore e qualche tecnico, dovrebbero rinunciare a certi profitti a favore della vita delle aziende produttrici. Nessuno cancella il passato o rinnega il fatto, ma non si può dare valore solo al come. Così facendo, dovrebbero spiegarci perché il vino bio o bd costa di più quando in realtà, dovrebbero calibrare il prezzo in base alle persone che vivono di quella terra e non alle poche bottiglie che fanno o ai bilanci dei fornitori che hanno.

Sembra assurdo e paradossale ma niente è impossibile. L'antroposofia, al posto di corsi motivazionali atti a sviluppare ancora di più il proprio “io” avulso dal contesto, può essere una buona base di partenza..... ;)

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