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Filippo Ferrari Tel. +39 345 4557836
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I preparati biodinamici. Il 501, lo scultore di "forme".

trigonale roccia minerale puro cristallo di quarzo 121 673831 350x222Avvio un cammino iniziando dal preparato CornoSilice (501), vista la condizione di umidità in cui si trovano molte “cose” in questa piovosa estate. Nell’acqua o in un gas, è difficile trovare una “forma” definita. La pioggia e l'umidità sono cariche di azoto e di "informazioni" di vario tipo. L’azoto, così indispensabile per le piante, insieme al carbonio, alla Silice, al potassio, all’ossigeno e alle altre molecole, ci rendono visibili al mondo e rendono il mondo visibile a noi. Costituiscono le “forme” più disparate, con un livello di organizzazione altamente specializzato e in collegamento con il mondo circostante. La scienza è riuscita a spiegare molte bene certe questioni ma altre, non avranno mai una spiegazione misurabile con le tecniche normalmente utilizzate e solo il nostro intuito, potrà andare oltre.

Avvicinarsi ai gesti e alle azioni che sono scaturite dal pensiero di Rudolf Steiner, sembra un’impresa biblica e per questo è facile definirlo come pazzo visionario. Il difficile però non è la “sua visione”, ma come ci hanno insegnato a “guardare”.

Johann W. Goethe, nel suo libro sulla metamorfosi delle piante, ha spiegato come da un “seme”, attraverso una serie di trasformazioni, si creano tutte le parti necessarie alla pianta per tornare ad essere un “seme”...(radici, stelo, foglie, fiori, frutti). R. Steiner, rimase colpito da questo modo di osservare l’attento lavoro delle “forze” che creano il mondo di “forme” a noi visibili.

Un albero, è sicuramente diverso da un uomo o da un sasso. Tutti sono fatti di fisica e chimica, alcuni sono ritenuti più vivi di altri ma tutti sono diversi tra di loro, perché soggetti alle "forze" che plasmano la loro forma fisica dall’interno e/o dall’esterno....dalla nascita alla "rinascita".

Questi uomini non sarebbero mai arrivati a certe deduzioni ed intuizioni, senza osservare la perfezione del Cosmo e la sua interazione con la Terra. Leghiamo facilmente la Luna alle maree e viviamo con il Sole ogni giorno, ma ci sono molte relazioni da osservare. La Luna, con 29,5 giorni di rivoluzione, è legata all’elemento liquido, con una forma tondeggiante come quella di un neonato o dei cotiledoni di una pianta. Saturno, ultimo dei pianeti con i suoi 29,5 anni di rivoluzione, è legato alla forma rigida riscontrabile in un seme e alla definizione di un corpo anziano scolpito dalla vita. Dal seme alla pianta adulta, tutti gli altri pianeti concorrono con il loro essere al compimento di ogni fase vitale.

Non c’è nessuna evoluzione, nel continuare a pensare che una pianta possa crescere sana se la “aiutiamo” soltanto dal punto di vista del nutrimento e non, della sua capacità di usarlo per costruirsi una “forma” corretta, forte ed espressiva. Qui si inizia il cammino di vera comprensione dell’agricoltura biodinamica. Interagire con le “forze” della natura, organizzarle dove non lo sono e rivitalizzarle dove siano affievolite.

James Lovelock spiega molto bene l’essere “organismo” del pianeta Terra. Noi tutti, viviamo su un organismo vivente che ha bisogno di essere capito ed “aiutato”, non solo abitato o sfruttato. I fenomeni atmosferici attuali, sono la dimostrazione del suo tendere all’equilibrio. Come in un rapporto di qualsiasi tipo, senza rispetto si hanno reazioni violente.

Il 501 è costituito al 100% da Quarzo finemente tritato, detto altrimenti Silice. La silice viene definita da Steiner come l'esteriore e generale organo sensorio nella terra. I fattori che vanno oltre al 100% sono costituiti dal corno di vacca, dal periodo di preparazione, dalla dinamizzazione, dal tempo, dal modo e dal luogo di distribuzione. Attenzioni che fanno presagire la qualità di ciò che stiamo facendo. Diventiamo figli adulti della natura e le rendiamo quello che come madre ci ha offerto. Attenzione, rispetto e collaborazione.

Il quarzo, viene definito da Steiner come "Luce condensata". La Luce che scolpisce la forma e porta il Calore, affinché la pianta possa esprimersi nel suo essere. Un eccesso di umidità sia dell'aria che del suolo, lavora "contro" il processo di definizione della forma e apre la strada, a quegli "esseri" che hanno il compito di rendere al suolo la sostanza organica che non ha potuto svilupparsi nel giusto modo. I funghi. Anche in agricoltura convenzionale si passano molte ore in vigna per arieggiare e portare luce, ci dicono sempre le cose a metà. ;)

Sono partito da questo preparato, anche perché vi diranno sempre di usarlo per ultimo. Effettivamente senza avere un terreno vivo e quindi irrorato del preparato 500, non ha davvero senso utilizzare il 501 e in qualche caso potrebbe anche arrecare dei danni.

Alla prossima per il 500, il corno, la Dinamizzazione....

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