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L'approccio biodinamico di base per la coltivazione di A. Podolinsky

Agricoltura biodinamica lezioni introduttive” Vol. 1 a cura di Demeter

 

tarassaco

"Una delle fondamentali differenze tra l'agricoltura biodinamica e il metodo convenzionale parte da come si osserva una pianta. Il metodo convenzionale materialistico, per osservare le piante prende solo in considerazione la pianta fisica. Il risultato è che importanti influenze sulla pianta sono state ignorate o sorvolate e mole funzioni delle varie parti delle piante sono state mal interpretate, a causa di questo.

Per introdurci in questo argomento possiamo osservare semplicemente le foglie di una pianta come il dente di leone. Quando cresce in una posizione soleggiata e ben drenata, le foglie hanno forma aguzza e hanno ai margini degli zig-zag chiaramente definiti. La stessa pianta cresciuta in un luogo umido ed ombreggiato avrà foglie larghe, non aguzze, con dentature arrotondate e tutti gli zig-zag sono scomparsi. Altri esempi di questo genere si possono notare se si osservano veramente le piante.

Esse sono le parti completamente formate. Le parti che spingono verticalmente, come il fusto e i rami, non hanno una forma definita, hanno solo forze di spinta. Le foglie che fanno il lavoro di costruzione, hanno la forma fine, se lasciate crescere naturalmente. In se stesse non hanno futuro. Sono diventate così “soggetto” di un'attività, che muoiono nel compiere quell'attività.

E' interessante notare che, ad eccezione della famiglia delle camelie, non si possono propagare piante dalle loro foglie. Per propagare viene normalmente usato un pezzo delle piante che spinge verso l'alto, il fusto o il ramo, che non è realmente formato ma porta la forza del futuro.

Poi, alla sommità di una pianta, forse all'estremità di un ramo, ma certamente alla cima di una pianta, si trovano i fiori. Sono anch'essi foglie, ma non foglie che lavorano in modo fotosintetico, non possono agire come uno stomaco per la pianta. Queste super-foglie hanno perso il potere vitale di una foglia ordinaria. Non hanno alcuna funzione nell'alimentazione dell'albero. Si potrebbe dire che sono state “fuse” alla fine dello stelo. Queste super-foglie sono in genere colorate. Prendono colore al posto del verde. Qui è fabbricato il seme, che è il futuro dell'albero. L'intero ciclo inizia col seme che viene dalla pianta vecchia.

Questo seme può essere mantenuto a lungo, come il grano che venne messo nel sarcofago del faraone e germina ancora. Ma esso non farà niente da solo. Il seme deve essere messo a contatto col buio della terra e può giacere là per sempre, senza che accada nulla, se non viene aggiunta l'umidità, cioè il secondo elemento. E se ci fossero solo i due elementi, la terra e l'umidità, il fusto eretto verrebbe dalla forza del seme fino al punto in cui appaiono le prime foglie, che possono attivarsi nella fotosintesi, ma senza l'aria e la luce il processo si fermerebbe a quel punto."

Forse questo modo di osservare è proprio una dei motivi principali per cui in Biodinamica si utilizzano molte erbe spontanee per l'allestimento dei preparati dal 502 al 507 e per la produzione di decotti, tisane e macerati..... a presto allora per approfondire l'argomento!

 

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