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La Vendemmia dell'Enologo

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Settembre era tempo di scuola e di vendemmia. Mia sorella ed io, riuscivamo a trovare nascondigli perfetti per sfuggire al lavoro e quando invece ci beccavano le sommosse popolari a cui spingevamo i vendemmiatori, erano all’ordine del giorno;)

Mio padre ebbe un’idea geniale secondo lui: - Chi faceva bene il suo lavoro senza fare grossi casini, avrebbe pigiato l’uva con i piedi, a me sembrò una cosa in più da fare e non cambiai molto atteggiamento, mentre mia sorella saltellava trionfante sul carrello a piedi nudi, io lavavo i panieri dell’uva....

Per la cena della vendemmia invece ero il primo ad aspettare a braccia aperte quella schiacciata con l’uva fatta da Ugo, il fornaio di Rimaggio che mi fa venire i brividi a scriverlo....amo ancora quest’uomo per le emozioni che regalava a tutti noi sposando uva, grano, olio, rosmarino e zucchero in un matrimonio che faceva dimenticare quell’uva pesante nei panieri...

A quei tempi, ho 34 anni, alle scuole medie in particolare non faceva figo dire che tuo padre era un vignaiolo e che da grande avresti fatto il vino, non faceva figo per niente, quindi o davvero amavi quello che facevi con tanta fatica o lasciavi perdere a priori.

Ricordo bene quando iniziò il boom della chimica e della meccanica, mio padre e i suoi fedeli aiutanti Renato e Bruno (docenti di bestemmie inventate e di vita della panzanella), giravano felici e contenti di poter risparmiare tante fatiche e tempo.....

Nell’enologia ho visto più o meno la stessa cosa, si è voluta iniziare la pratica dei tagli, l’aggiunta di correttori, imparare l’arte del maquillage....è nato il vino dell’enologo...per fortuna oggi sulla via del tramonto.

Nel frattempo oltre a lavorare mi sono fatto un po’ di Università (che forse farebbe bene a tanti di quelli che parlano di vino) e da un lato trovo che certe conoscenze siano necessarie a ridurre i nostri input esterni e a garantire al consumatore territorialità e salubrità, dall’altro rischi di farti inculcare la convinzione di poter vincere sulla natura e sulle avversità: con quel prodotto faccio quello, con questo faccio l’altro.....invece di studiare nel profondo la relazione della pianta con il suolo e con l’ambiente......

In Fattoria abbiamo avuto dei consulenti enologi pure di nome che le vigne non sapevano neanche se le avevamo e dove, si parlava di vitigni, di masse, di tagli....fortuna che mio padre ed io abbiamo sempre fatto di testa nostra ;)

Lavorando tante ore al giorno in azienda avevo paura di diventare un convintone ottuso del mio lavoro e dei vini, quindi decisi di iniziare la libera professione per condividere il più possibile una cosa che è nel mio sangue (in tutti i sensi) davvero dalla nascita, è un qualcosa che rientra nel mio ritmo cardiaco.

Quando infatti la mia vita da produttore è finita bruscamente, ho pensato per mesi interi al senso che avrebbe avuto continuare la libera professione, al perché avrei dovuto farlo pur non avendo più la mia ragione di vita, la mia palestra quotidiana, la mia fucina. Ero perso come solo un’altra volta mi era successo. In queste situazioni è meglio lasciare andare il tempo e le cose, quello che torna a galla nel cuore e ti stampa un sorriso in faccia al mattino, quello è ciò che devi fare.

Ora più che mai, ogni vigna delle aziende è anche un po’ la mia, mi sento parte di ogni famiglia e dentro ogni bottiglia.

Con le aziende non potrei lavorare se non avessi un rapporto costruttivo e di crescita reciproca, non potrei lavorare senza cambiare spesso i piani pur tenendo fissi certi valori.... non è facile trovare aziende con cui condividere questo cammino e questa passione ma la vita è lunga e di fretta ormai, ho imparato a non averne.

La figura dell’enologo non è ben vista in certi ambienti ma siamo sicuri che fare i soliti fasci d’erba (manco buona) sia ancora utile?!?!

Secondo me ogni cosa andrebbe osservata da vicino, un po’ come si dovrebbe fare prima di parlare delle statistiche di vendemmia.

Per noi di ViniBio è stata un’annata impegnativa ma siamo soddisfatti del lavoro fatto, perché convinti che si possa fare sempre meglio.

Di qualità parleremo con i vini ma voi appassionati prendetevi il tempo di andare nelle aziende in tempo di vendemmia, imparate a guardare con i vostri occhi, fatevi una vostra cultura sul campo, tante vigne si vedono dalle strade, non fermatevi a leggere solo la carta o il web....girellate guardinghi ;)

Ancora buona vendemmia a tutti!!

 

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