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Ortica ed Equiseto. Matrimonio perfetto.

Urticacee: piante erbacee, a foglie semplici, stipolate o no. Fiori piccoli, erbacei, monoici, dioici o poligami. Foglie inciso dentate, ovato-cuoriformi, brevemente acuminate, con lembo tanto lungo che largo. Luoghi umidi ed ombrosi. E. Baroni

Equisetacee: conosciuto anche con il nome di “Coda di Cavallo”, è uno degli organismi più antichi della terra, già diffuso del Devoniano. Pianta con rizoma sotterraneo articolato e con fusti semplici o verticillato-ramosi, articolati, vuoti, forniti di lacune disposti intorno ad una cavità centrale, tramezzati ai nodi. E. Baroni + Wikipedia
 
Equiseto per Decotti e Tisane Piombaia Montalcino
 
Uno dei casi in cui la diversità, è dimostrata in tutta la sua bellezza e veridicità. 
Entrambe vivono in luoghi umidi ed in presenza di acqua e, per come sappiamo, dall'acqua vengono tante cose, tra cui molto di quello che è a noi visibile. Abbiamo più acqua che vino, anche noi, nel nostro corpo....
Dunque l'acqua, a cui la forma è data come nel caso dell'aria da qualcosa che la contiene o che la attraversa è l'elemento che lega queste due piante. Chi da forma ad acqua ed aria, mentre nuotiamo o camminiamo? Siamo proprio noi, così come un pesce, un uccello o una pianta e lo facciamo dall'interno e dall'esterno, siamo plasmati e plasmatori.
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 La grande differenza tra ortica ed equiseto è nella loro forma. Lei nella penombra con le suo larghe foglie ed i timidi fiori coperti dalle stesse, non portano il seme in alto come il grano e non si fanno scolpire dalla luce come l'equiseto che ha un grande bisogno di sole, sole che forma, definisce, scolpisce, così come è lui. Un concentrato di silicio e luce.
In cucina, in medicina ed in agricoltura gli usi di queste piante risalgono a tempi antichissimi e quando si incontrano, andrebbero raccolte e seccate, per poi essere utilizzate durante tutto il corso dell'anno.
Il loro uso in agricoltura armonizza molti elementi e soprattutto quello liquido con l'ortica, e la forma e la luce con l'equiseto. Questo i funghi proprio non lo accettano, non hanno modo di vivere in una condizione di equilibrio tra gli elementi.
In biodinamica, il preparato 505 a base di ortica, si mette sempre al centro degli altri preparati durante l'allestimento dei cumuli o del preparato 500K, perché appunto armonizza tutto.
 
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L'equiseto invece si usa nella sua forma essenziale quale il silicio nel 501, che non viene preparato con la pianta ma che richiama anche all'effetto, che un decotto o un macerato di equiseto possono fare ad una pianta.
Si devono conoscere bene certe dinamiche e sapere che se l'ortica lavora sul liquido di fatto lavora anche con i funghi quindi rischi come si dice, di innalzare il livello dei funghi dal terreno alle piante, quindi l'equiseto è necessario per ristabilire il livello dei funghi che devono stare nel suolo e non sulle piante.
Un macerato di ortica dato direttamente al terreno è manna per i microorganismi e la cura del suolo. Su internet si trovano buone ricette per imparare ad usare queste piante fondamentali.

Il calcare è avido di tutto, mentre la silice più nulla cerca; essa è come i nostri organi di senso i quali nulla percepiscono della loro natura, ma solo le cose esterne. La silice è l'esteriore e generale organo sensorio della terra, il calcio ne è la generale bramosia esteriore, e l'argilla collega i due poli....si dovrebbe tornare a sentire il calcare come un tipo avido, perché è proprio lui che tutto vorrebbe attirare a sé, mentre la silice potrebbe essere sentita come il nobile signore che sottrae al calcare tutto quanto gli è necessario per portarlo nell'atmosfera e configurare la forma delle piante...per esempio, nel caso della coda cavallina, oppure come chi se ne sta dappertutto finemente suddiviso, spesso anche in dose omeopatica...R. Steiner”

...essa è davvero la massima benefattrice della crescita vegetale, e proprio non la si può sostituire con altre piante...anch'essa porta in sé l'elemento che dappertutto introduce ed elabora le forze spirituali....porta in sé lo zolfo e favorisce nelle loro irradiazioni e correnti il calcio, il potassio e il ferro...R. Steiner”

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