Beatrice Torrini Tel. +39 347 1947343
beatricetorrini@vinibio.bio
linkedin
facebook     insta
Filippo Ferrari Tel. +39 345 4557836
filippoferrari@vinibio.bio
linkedin

CibiBio.bio: l'uomo, l'alimentazione e l'antroposofia

CIBIBIO

La Terra è viva. Respira, come testimonia il ritmo delle onde, si muove, come testimonia il cambiare forma del suolo, lo spostarsi delle dune e delle stelle, si risveglia ogni anno con i germogli e ogni anno va a dormire sognando l’inverno, al caldo sotto una coperta di foglie secche e a volte neve.

Eppure, nonostante la naturale sapienza che vive nelle sue cellule, l’uomo a un certo punto della storia, almeno in alcune aree geografiche, se n’è dimenticato. L’uomo ha iniziato a percepirsi come individuo scollegato dal resto, credendo di poter dominare la Natura a suo piacimento. E anziché trasformarsi in custode della Terra (cioè mettere al servizio di Gaia e dell’evoluzione collettiva le sue capacità, per proteggere le creature della Terra e realizzare così ciò che secondo molti è i suo vero destino), l’uomo è divenuto il suo aguzzino.

Ma oggi, lentamente, la consapevolezza sta tornando. Complici l’esaurimento delle risorse non rinnovabili e i disastri ambientali che come spade di Damocle incombono sulla sua testa dura, l’uomo sta ricominciando a rendersi conto, dopo un’ipnosi durata migliaia di anni, che la Terra è viva.

E’ stato James Lovelock il primo a teorizzare quella che divenne celebre come l’Ipotesi Gaia . Nel suo libro, il chimico dell’atmosfera sosteneva, dopo dieci anni di studio in diversi campi dell’avanguardia scientifica, che l’insieme delle creature viventi abitanti il nostro pianeta (biosfera), si potesse considerare come un enorme organismo interconnesso e autoregolato in grado di influenzare la composizione dell’atmosfera così come la sua temperatura, in modo da garantirsi la sopravvivenza. Gaia è la Vita.

Il lavoro di Lovelock diede il via a una nuova stagione dell’ecologismo: ora c’erano basi scientifiche su cui appoggiarsi per sostenere la causa ambientalista che proprio negli anni Settanta stava prendendo la rincorsa, - e sappiamo tutti quanto la prove scientifiche piacciano all’uomo occidentale, che teme il proprio istinto e non si fida dell’intuito e dell’osservazione -

Anche secondo Rudolf Steiner e gli antroposofi il nostro pianeta è un gigantesco organismo vivente che respira, e il suo respiro scandisce il ritmo delle stagioni: in autunno la Terra inspira lungamente, per poi trattenere dentro di sé il respiro durante l’inverno, espirando in primavera e rimanendo in apnea, completamente esteriorizzata, in estate.

Coltivare la terra considerandola come un organismo vivente in cui l’uomo non interviene con violenza fa si che si ottengano prodotti che non solo alimentano l’uomo con la loro composizione chimico – fisica, ma nel contempo sono portatori di tutta una serie di forze che lo aiutano nel suo sostentamento e nella sua evoluzione.

Ogni cosa del mondo esterno fa parte dell’uomo e con l’alimentazione ristabiliamo questo legame. Se lo facciamo con alimenti coltivati nel pieno rispetto della terra e dell’uomo stesso, assumiamo nutrimenti da cui il nostro organismo potrà trarre tutta una serie di forze che aiutano l’uomo a restare anche più sano. Alimenti da agricoltura biologica, stagionalità e un’alimentazione che cerchi di interpretare il più possibile i fabbisogni dell’uomo, sono gli anelli che permettono di formare la catena che lega in modo indissolubile l’alimentazione all’antroposofia.

Per questa ragione ogni anello –dalla produzione alla trasformazione - di un ingrediente fa parte di una catena indissolubile per la quale ogni passaggio dalla materia prima al cibo/alimento deve essere collegato nel concetto di produzione sostenibile, perchè se un produttore di grano non produce in modo informato o un molitore non lavora farine consapevoli, con difficoltà un fornaio produrrà un buon pane o un pastaio una pastasciutta seria.

FaLang translation system by Faboba
Back To Top