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Filippo Ferrari Tel. +39 345 4557836
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Lettere che danno senso e forma a parole pensate per condividere, spiegare, raccontare, comunicare, fare e disfare.

Parole d'amicizia, familiari, fraterne, di circostanza, di ebrezza, esperienza, stravaganza, umorismo, d'amore, d'odio, di comprensione, di incoraggiamento; di parole.

Parole che portano la forza del tono, del volume, del volere o del non volere. Arrivano al nostro orecchio come vibrazioni, codificate ed organizzate dalle masse organiche per eccellenza: cuore e cervello. Comunicare e trasmettere in modo chiaro un concetto o un'idea che possano suscitare la giusta o sperata reazione in coloro che ascoltano è un'arte; un'attitudine che da sempre si lega alla libertà di pensiero e all'empatia. In una certa epoca erano i filosofi e ancora oggi i politici, gli avvocati ad esercitare queste capacità. Il modo in cui questa venga utilizzata, spesso è frutto di quello che vediamo intorno a noi.

In Biodinamica, la parola, assume un valore di assoluta precisione e mira alla dissipazione del dubbio attraverso l'osservazione degli eventi. Dall'osservazione, generalmente deriva uno stato d'animo variabile modulato dal soggetto osservato e vissuto. Di fatto, dovrebbe derivare una scelta o la coscienza di una nuova visione, che si aggiunge alla propria. Noi invece siamo abituati a formulare “giudizi”. A Siena si dice che il giudizio è Divino.

Siamo dotati di parola, oltre che di gesti, aurea, sensazioni e vibrazioni.....tutto questo per condividere e capire, non per giudicare. La parola è creata dalla materia attraverso il pensare e crea materia nell'essere pensata e parlata. La “forza pensiero”.

Masaru Emoto e prima Jacques Benveniste si sono occupati di studiare la memoria dell'acqua. Anche mentre si studiava il virus dell'HIV, questa peculiarità si manifestò in modo evidente.

In Biodinamica, la forza vibrazionale e creatrice di forme, si utilizza per effettuare analisi di vitalità sulla sostanza organica che ci interessa valutare. La “Cristallizzazione Sensibile”.

La vita si muove sulle vibrazioni, sul ritmo e sulla natura del pensiero che genera la parola e l'azione.

Pensate a cosa mangia un toro o uno stallone. A noi dicono che per farci i muscoli, ci serve la ciccia. Lo scopo di un alimento è quello di farci pensare bene e non solo dare spazio a quella cosa “umana” di cui noi fiorentini cantiamo una canzone. Mangiamo per pensare e se pensiamo bene, parliamo bene. “Chi mal pensa, mal fa”.

Mangiare una carne sana e cotta in modo appropriato, così come una verdura ben coltivata, un pesce di mare o altro, alimenta la nostra capacità di essere e quindi di credere nei propri pensieri, di saper formulare le giuste parole e di vivere vivendo. Anche solo nell'atto della spesa e del cucinare.

La parola, il ritmo, il tono, il gesto e l'espressione che la compongono, determinano tanto, forse tutto. Il fatto è che in questa società, ci abituano a non parlare e prima ancora, a non avere un libero pensiero e quindi a non sentire. Ci siamo persi l'arte di risvegliare i sensi attraverso il “corteggiamento” e dobbiamo fare corsi di sommelier per capire se un vino ci piace o no.

Certe cose, con le parole in effetti non si spiegano. Parlami d'amore o descrivimi la sensazione che hai mangiando un buon piatto o bevendo un buon vino o vedendo un bel panorama o facendo l'amore. Ognuno di noi, in quell'intimo momento, direbbe semplicemente che sta bene, o buono, o bello. Quindi, ognuno di noi in verità, è in grado e libero di scegliere e parlare. La vera libertà è quella di poter formulare un pensiero e poi un'azione. Ognuno di noi nel suo intimo conosce e vive la possibilità e il peso di dare visibilità al proprio pensare. I social network nel bene e nel meno bene, ne sono testimoni. Cosa era un tempo l'agorà, se non questo. Chiudete gli occhi e immaginate cosa poteva essere la forza di una piazza in tempi antichi. Oggi si parla di rivoluzione di massa, prima forse si parlava di rivoluzione di pensiero.

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