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Vegan Ok … Parola di Mucca!

Le carni lavorate come pancetta, prosciutti, salsicce, carne in scatola, secca o preparati a base di sughi di carne sono "cancerogene" e vanno inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene”. E’ il risultato dell’ultima ricerca fatta (ottobre 2015) dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che fa parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

 

“mangiare un solo hamburger equivale a usare l’acqua necessaria per due mesi di docce. E non solo”. (cit. Cowspyracy)


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“La domanda di proteine non fa che aumentare. Non c’è abbastanza terra nel pianeta per questo tipo di produzione. A meno che non iniziamo a sostituire le case con i pascoli”. (cit. Cowspiracy)

 

“Il bestiame e i “sottoprodotti” producono – dipende dagli studi – almeno tra il 18% e il 51% di tutte le emissioni di gas serra a livello mondiale. Senza contare il consumo di suolo, risorse idriche, e inquinamento”. Lo dicono dati scientifici e statistici mutuati dalle ricerche degli ultimi anni, fatte da grandi organizzazioni internazionali come Fao, Science Mag, Nasa, World Watch. (cit. Cowspiracy)


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Dopo l’articolo incriminatorio dell’Huffington Post uscito qualche giorno fa sul pericolo di mangiare carne lavorata (oltre ad aver gioito del mio essere vegetariana) ho voluto “rincarare” la dose guardando Cowspiracy, il documentario, prodotto da Leonardo di Caprio, che indaga ed esplora il vero impatto dell’allevamento intensivo sull’ambiente e delle scelte politiche che ricadono inevitabilmente su di esso.

Gli allevamenti intensivi per la produzione di “carne” e derivati sono l’industria più distruttiva del pianeta. E allora perché le principali organizzazioni ambientaliste del mondo hanno timore nel parlare di questo argomento, e soprattutto nello spronare le persone a consumare meno carne, pesce, uova, latticini (nel film sono al limite del comico i silenzi imbarazzati dei portavoce di alcune organizzazioni ambientaliste davanti alla domanda sul perché non trattino il tema allevamenti)?

Che si tratti di carne, pollo, pesce o latticini, l’alimentazione - e ciò che questa comporta a livello ambientale - è il lato più oscuro (tanto chiaccherato ma poco dibattuto) della nostra vita.

Gli allevamenti intensivi, sono causa di deforestazione e di devastazione ambientale, di consumo di risorse idriche, dell’inquinamento dovuto ai gas serra e dell’uccisone sistematica di un numero incalcolabile di esseri viventi.

Come si può ovviare a questa realtà?

Per cowspiracy il giusto percorso verso la sostenibilità globale di una popolazione in costante crescita è il veganesimo, come scelta etica, per gli animali e per l’ambiente. Evitando del tutto i prodotti animali si possono tagliare del 50% le emissioni di gas della propria dieta. Se il mondo riducesse o eliminasse i cibi di origine animale, assisteremo ad un immediato impatto sul clima.

La risposta appare utopistica in una società come la nostra dove la carne (in tutte le sue versioni) primeggia sulle tavole dei mondi “civilizzati”. Certo è che se intanto si iniziasse a scegliere, evitando le produzioni industriali e le carni e gli altri prodotti derivanti da allevamenti o sistemi industriali, sarebbe già meno pesante l’affermazione dell’OMS.

Riscopriamo un nuovo modo di osservare e fonderci con nostra Madre: La Natura. Iniziamo a scegliere gli alimenti studiandone la filiera, la provenienza, la composizione. Ricominciamo a godere e a sentire consapevolmente…anche solo un documentario come questo, o un libro di Lovelock o Steiner possono già aprirci la strada a nuove percezioni, più lontani dalla morale e più vicine all'etica. Essere sempre aggiornati può essere una buona idea per essere positivi e ripartire!

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