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Con le mani si fa. Con le mani si degusta.

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Quando Paolo mi ha chiesto di partecipare ad un paio di giorni di degustazione dei vini friulani per la Guida dei Vini Buoni d’Italia, ho accettato di buon grado. Curioso per i vini, per le persone con cui avrei degustato e per vedere cosa succede dietro le quinte di una guida. Nel 2008 con Cristian, mentre eravamo a Londra per lavoro, siamo andati a vedere le degustazioni per l’International Wine Challenge, restando colpiti dalla professionalità con cui il tutto era gestito, dai primi assaggi, a quelli successivi, fino all’analisi chimica del vino da premiare.

Agli assaggiatori delle Guida dei Vini Buoni, i vini arrivano bendati, numerati e corredati di due sole informazioni: annata e vitigno/blend. Nelle schede di degustazione sono riportati due parametri molto importanti: tipicità e bevibilità. Se uno di questi due descrittori non rientra nei canoni richiesti, il vino viene scartato o premiato con una sola stella, nel caso in cui altri vini dell’azienda raggiungano buoni punteggi.

Le persone invitate da Paolo (ogni referente ha le sue modalità) a degustare, sono addetti ai lavori di ogni estrazione, dal produttore al venditore. Ognuno degusta da solo e poi insieme si parla delle sensazioni di ognuno, non per convincersi a vicenda ma per vedere se i parrei sono allineati.

In due sole sessioni, non sono riuscito a fare molto ma ho potuto farmi un’idea, di come il mondo del vino vada portato sempre più vicino al consumatore. Le aziende che hanno capito l’importanza di avere uve di alta qualità, corrette lavorazioni in cantina volte all’espressione più piacevole possibile di quel territorio (senza trucco) e che con la stessa passione con cui producono, comunicano il loro lavoro anche attraverso la piacevolezza del vino, spiccano nel panorama medio delle aziende, piccole o grandi che siano. Il bisogno del consumatore è quello di stare bene, avendo la certezza di bere un vino che valorizza il lavoro dell’uomo e del territorio. Un vino che non ha bisogno di essere spiegato per essere apprezzato e che non sia per questo una “puttana” ma al contrario, una “bella” figura elegante e piacevole nel tempo.

Una Guida redatta in modo “corretto” è una “guida” appunto, per consumatori e produttori. Il parere di una persona esterna all’azienda posiziona il tuo operato a vari livelli e stimola la tua voglia di capire a che punto sei. Nelle degustazioni di questa sezione, può capitare che sia lo stesso produttore a penalizzare o esaltare il proprio vino.

Nelle degustazioni fatte mercoledì e giovedì, la voce del consumatore era forse la più forte.

Grazie e buon lavoro!

 

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