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Diserbi e concimi chimici richiedono sistemici.

radice

Foto tratta dal libro "Il vino, la vigna e la biodinamica" di N. Joly dove mostra come le radici di piante coltivate in convenzionale si muovano verso l'alto e non verso il basso, come succede invece in un suolo vitale.

In effetti gestire le erbe infestanti nei vigneti moderni non è semplice, oltre ad essere faticoso. Le viti spesso sono allevate basse, sono giustamente in buona densità, il tempo vola e nello stesso periodo si devono fare tante cose. Quindi il diserbo chimico risulta un ottimo alleato a prima vista. Nei primi anni del suo utilizzo, la sostanza organica morta che risulta, va in un certo senso a nutrire la pianta, di fatto però muoiono anche i microrganismi e le micorrize. In effetti alcuni vivai vendono barbatelle micorrizate per compensare la loro carenza nei suoli attuali....

Dopo qualche anno che usiamo il diserbo chimico, nel suolo la vita scompare e allora siamo costretti ad usare i concimi chimici, solubili in acqua. Generalmente la pianta assorbe gli elementi nutritivi elaborati in humus, attraverso le micorrize sulle radici. In assenza di humus e dei funghi, l'unico modo che le piante hanno di nutrirsi è attraverso l'acqua, e quello che ci sciogliamo dentro. Di fatto un concime chimico è un sale e un sale fa venire sete, provate voi. Dunque la pianta si trova ad avere un eccesso di acqua che porta grandissimi scompensi e quindi malattie.

Teniamo pulito il suolo per proteggere le piante ma senza rendercene conto, portiamo noi stessi il danno. Concimiamo e poi dobbiamo contenere la vigoria, selezionare, cimare. Nel frattempo trattiamo con dei prodotti che non possono più essere solo di contatto ma devono entrare nella linfa, essere sistemici. La linfa per una pianta è tutto, attraverso di lei passano tutte le informazioni ed è lei che struttura ogni parte della pianta, anche il chicco che darà vino....che vino potrà mai essere, a livello vitale, un vino derivato da una pianta totalmente soggetta all'uomo e alle sue azioni. Un vino ottimo magari ma non vitale.

Stiamo molto attenti ai lieviti per esempio, ma come direbbe N. Joly nutriamo tutte le piante con gli stessi concimi e usiamo gli stessi trattamenti per tutte le malattie, senza mai considerare il contesto o stimolare la pianta ad essere vitale ed autonoma e non dipendente dall'uomo. Le malattie che si manifestano, non sono lì per essere debellate ma per farci capire che stiamo sbagliando, non dobbiamo lottare ma collaborare.

Allora, il biologico che sostituisce ai prodotti di sintesi altri di origine naturale ma continua ad avere l'atteggiamento del soldato, non avrà grandi risultati. Si dovrebbe ripartire dal suolo per capire che prima di tutto dovremmo pensare a coltivare lui, a farlo essere in equilibrio e vitale. Da lì dobbiamo ripartire e in certe situazioni il lavoro è fine e complesso, non può esserci un'unica ricetta, si deve lavorare con un giusto livello di osservazione.....

Osservate come un grosso cavolo, una volta cotto, vi restituisca tutta l'acqua di cui lo si è costretto a saturarsi”. N. Joly

 

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