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Le tante vite del consulente, riflessioni da studente....

Ispirazione da foto ricevuta da un amico stamattina. ;)


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Sembra facile dire Vendemmia!

Generalmente da Luglio in poi, la prima domanda che mi viene rivolta da persone del settore e anche non, è sempre quella e risuona così maiuscola.

C-O-M-E V-A? Ma non te o la tua vita o la tua banca..... Come va l’uva? L’annata? La   vendemmia? E questo dura più o meno fino al momento in cui tanti, per fortuna, iniziano a pensare al Natale! Da lì in poi, scelto qualche vino, sono un uomo fermentato, in affinamento, e dirottato verso un percorso di vita, ce l’ho fatta! E per qualche mese nessuno mi farà più così tante domande nello stesso giorno :)

Piaceri ed oneri di fare consulenza. A volte mi capita di sentir dire che noi consulenti  facciamo la bella vita.... e invece impari davvero il valore di un si o di un no e il tono associato (se vuoi), gioisci della collaborazione che si crea e condividi le sfide, nel bene e nel male!

Amo quello che faccio altrimenti non lo farei… I risultati, le soddisfazioni, i sorrisi sui volti delle persone che hanno creduto ed investito in te, fanno dimenticare e ripagano di tutta la fatica, lo stress, le responsabilità e le decisioni importanti e rischiose prese. Certo, essere un consulente di quelli che le aziende le fa crescere.... non è davvero così semplice, anche a livello economico. Se l’azienda non arriva all’obiettivo, noi per primi abbiamo fallito e quindi....crescere insieme davvero.

Questo comporta una dedizione maggiore, uno sforzo notevole anche mentale. Spiegare a tante persone diverse gli stessi principi (di biodinamica, di gusto, di imprenditoria), prevede una discreta arte psicologica ;) Con qualcuno devi parlare tanto, con altri devi stare muto e nel mezzo tutto quello che può capitare. ;)

Lo stimolo è in tutto, nell’idea di arrivare a parlare con produttori che sanno davvero quello che stanno facendo e sviluppano un senso critico verso loro stessi, solo così si può migliorare..... o certe volte cambiare strada.

Quindi, riassumendo, siamo già a 3 mestieri... viticultore, enologo e psicologo....

Aggiungiamo self-driver. Macchina ormai con 250.000km e 7 anni di vita....  Deve durare almeno altri 300.000km..... pregate per me!

Si potrebbe aggiungere il penultimo come docente. Fortunatamente la Regione, la Provincia ed Enti Privati, sono molto sensibili al tema del biologico e della biodinamica. Questo ci/mi permette, di dover studiare, mettere in pratica e confrontarmi con altre persone e crescere ancora..... e avere anche dei soldi “sicuri” su cui contare (che non è secondario;) ).

L’ultimo e forse il più importante è il lavoro da studente. Si, da studente…

Ogni giorno mi piace andare a letto chiedendomi cosa ho imparato di nuovo. Cosa ho imparato di vita, di sapere, di sentire… Ancora, c’è una domanda alla quale non riesco a trovare risposta: - Perché certe denominazioni non si occupano di zonizzazione?

Se il vino è davvero un qualcosa di legato al territorio e agli uomini produttori, perché avere paura di essere in quella o questa posizione nella denominazione? Ciò dovrebbe, invece, aiutare a capire l’obiettivo aziendale e ad offrire al consumatore un vino più tipico, più giusto, di prezzo e di gusto. (Pensieri da “studente”….)

 

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