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Filippo Ferrari Tel. +39 345 4557836
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mi fa pensare ancora come in effetti da sempre.

franchetti

Ci sono storie di vini e persone che considero delle guide nel mio percorso in questo mondo agricolo.

Dall’azienda più piccola e familiare a quella che produce milioni di bottiglie, se da quei bicchieri esce quello che voglio sentire, inizio ad avvicinarmi e cerco di osservare.

Non ho mai pensato che copiare fosse una cosa utile, anche a scuola non lo facevo mai. Quello che cercavo di fare invece, era osservare il modo in cui altri erano più bravi di me in una cosa e trovare un mio modo, per fare quella cosa con il risultato atteso.

I vini di Andrea Franchetti a differenza di altri mi hanno sempre entusiasmato per il perfetto bilanciamento tra finezza e potenza, grazia e irriverenza.

Purtroppo, fatta eccezione per Le Cupole, non sono proprio vini da tutti i giorni e quindi sono andato con piacere al Goldenview alla serata organizzata da Paolo Miano.

Eravamo una trentina di persone a “pendere dalle labbra” del Sig. Franchetti, primo incontro della vita per molti dei presenti. Lui parla poco e a voce bassa, effettivamente lascia parlare i bicchieri che hanno molto da dire. Estremi in tutto, dalla bevibilità all’alcol.

Il lavoro compiuto per la realizzazione di questi vini li rende davvero delle opere uniche, fuori da ogni stile e da ogni moda, sono e resteranno per sempre i suoi vini, quei vini.

Avere certe possibilità di famiglia non è indice di capacità e successo pur partendo da un punto più alto, quindi come non applaudire il percorso di Franchetti, come quello di altri.

A cosa serve però continuare a mantenere questo velo di superiorità intorno a qualche produttore che ha raggiunto il “successo” o detiene qualche primato (a volte basta anche la stessa proprietà;)).

In Toscana abbiamo esempi di un’umiltà davvero superiore e forse, unita ad altre doti, potrebbe essere la strada migliore da percorrere per avere aziende più dinamiche in ogni senso.

Grazie Paolo!

 

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