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“Io”, come letame e come humus.

In psicologia, l'”Io” è una struttura psichica che gestisce e organizza tutti gli stimoli ricevuti dall'interno e dall'esterno, mentre il “Sé” definisce il soggetto in relazione agli altri. L'essere umano si differenzia proprio in questo dagli animali, dalle piante e dalle rocce. Gli animali hanno un “Io” che viene definito di gruppo, si riconoscono solo in relazione agli altri e non davanti ad uno specchio. Uomini e animali sono dotati di movimento rispetto alle piante e alle rocce, perché l'”Io” permette un'interazione con il mondo molto più attiva.

Le piante a differenza delle rocce, sono in grado di interagire tra di loro e con l'ambiente circostante, comunicano stati di pericolo o di benessere ma non provano un sentimento in merito; hanno per così dire un “Io” potenziale.

In un minerale l'idea di “forma” e quindi di “Corpo Fisico” è rappresentata in tutta la sua essenza, basti pensare ad un cristallo di quarzo. Il corpo definito “Eterico” invece, è l'elemento vitale, quello che ci porta a definire viva una pianta rispetto ad una roccia. Nel caso in cui oltre all'eterico e al fisico, si manifesti il “Corpo Astrale” allora avremo la presenza di un'anima e quindi della sensibilità rispetto al mondo.

Le piante, dotate esclusivamente di “Corpo Fisico + Eterico” vivono avvolte dall'elemento astrale nella parte a noi visibile e attingono l'”Io” potenziale dal suolo. La verticalità della lettera “I” rappresenta molto bene il concetto di individualità propria di noi uomini rispetto agli animali. L'uomo utilizza il suo spirito, quindi la sua attività di pensiero, molto più di una mucca o di un altro animale ed è per questo che il suo letame non può essere utilizzato per concimare. Una mucca invece, trasferisce parte del suo “Io” al letame che, una volta diventato humus, informa le radici delle piante per farle esprimere nella loro forma e ciclo vegetativo.

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Se un uomo e un animale scelgono con molta attenzione il cibo, è perché la sua funzione non è esclusivamente quella di accrescere il proprio corpo, esso è in stretto contatto con l'attività di pensiero e con l'espressione della propria essenza, il nutrimento è quindi anche per lo spirito.

Se animali e uomini possono spostarsi per cercare e scegliere quello di cui hanno bisogno, le piante essendo ferme sul posto, devono necessariamente essere connesse al cosmo anche attraverso una terra ricca di vitalità. In merito ai vegetali si parla infatti di nutrimento cosmico oltre che minerale. Uomini e animali hanno nella testa il centro di maggiore percezione ed elaborazione delle informazioni in un rapporto ritmico con il torace e con le membra, le piante invece lo hanno nelle radici a cui arriva l'”Io” potenziale attraverso il letame e quindi l'humus. In biodinamica si parla appunto di individualità agricola per intendere un sistema in cui ogni elemento deve essere autonomo ma collegato agli altri.

Nella 2° conferenza di Impulsi Scientifico Spirituali, Steiner spiega molto bene la vera funzione degli elementi che siamo soliti prendere in considerazione per coltivare le piante; allora l'azoto, il carbonio, il potassio, lo zolfo, il fosforo, l'acqua, la luce e il calore prendono un senso diverso da quello a cui siamo abituati e ci sembrerà poco sensato nutrire una pianta con qualcosa di simile a quello che per noi sarebbe un'alimentazione basata esclusivamente su elementi necessari allo sviluppo del “Corpo Fisico” tralasciando gli altri corpi e l'”Io”.

Alla prossima ;)

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