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Ape, mucca e lombrico

foto2 350x183Cosa possono avere in comune, un insetto, un mammifero e un anellide?

L'organizzazione di un alveare esprime il concetto di “Io” nell'unicità di una famiglia che spontaneamente, non cerca di stare vicina ad un'altra. Nella mucca ritroviamo l'”Io” di gruppo. Il suo bisogno di stare insieme ad altre mucche, non espleta la volontà di formare una famiglia ma di capire chi è, attraverso i suoi simili. Dal lombrico apprendiamo il concetto di humus (mull) quale portatore di un “Io” potenziale al terreno e quindi alle piante, attraverso le radici. L'ape, vivendo in stretto contatto con il sole, con l'aria e con la flora, permette alla mucca di trovare un cibo vitale che, una volta elaborato dal suo complesso sistema digestivo, porta alla terra sostanza organica atta alla produzione di humus (mull) grazie a funghi, batteri, attinomiceti e lombrichi.

Sono proprio loro, i lombrichi, alcuni tra i migliori trasformatori della materia organica. Vivono in una condizione di buio e umidità. Scavano gallerie nel terreno che portano aria e acqua, producendo humus.

Al contrario le api, sono l'unione tra il cielo e le piante, attraverso la luce. Alcune di esse, come le regine e le operaie, restano nel ciclo solare impiegando rispettivamente 16 e 21 giorni per il loro sviluppo, mentre i fuchi impiegandone 24 o 25, compiono l'archetipo di un giro completo della terra davanti al sole, ed entrano nell'evoluzione terrestre allontanandosi dalla pura essenza di luce. Edificano celle di cera prodotta dal loro metabolismo e lo fanno seguendo nel maggiore dei casi, un disegno esagonale e deponendo le uova a spirale. Così come è esagonale un cristallo di quarzo e come, la cera bruciata, riporta alla luce. La luce è messaggio di forma, come il 501 ci dimostra. L'ape regina fortemente legata al Sole, nasce nel centro dell'alveare e si espande con le operaie come fossero il suo sangue, delegando ai fuchi il sistema nervoso (R. Steiner). Ogni alveare è un vero esempio di individualità unica e formata da più individui, come una famiglia. Come l'agricoltura, atto sociale.

La “Vacca che realizza i desideri” è l'archetipo celestiale degli induisti che vedono in lei il perfetto modello di amore, nel suo modo di accudire il vitello. Protetta dalla macellazione da quando l'agricoltura si è evoluta e ha visto in lei una risorsa unica per lavorare la terra e consentire all'uomo un'alimentazione vegetariana, è il simbolo dell'ultimo livello di reincarnazione prima di diventare umani. Le corna, sottratte all'animale deceduto per via naturale o indotta, permettono di trasformare il loro stesso letame in humus colloidale (500), così come di elevare la polvere di quarzo (501) a sostanza luminosa e preziosa, per la forma e l'espressione delle piante coltivate. (A molte vacche, le corna sono tagliate quando sono ancora in vita, per evitare che si facciano male negli allevamenti intensivi....).

La vacca portatrice di corna “utili”, è quella che abbia partorito almeno una volta. Infatti, durante la gravidanza, i seni frontali aumentano di dimensione e mettono in stretto contatto i gas del rumine con le estroflessioni del cranio, rallentando così l'attività di pensiero e lasciando al letame, una buona dose di “Io” potenziale, da cui deriverà humus vitale grazie ai lombrichi. Tre tipi di esseri e modi di essere, infinitamente diversi ma collaboratori. Con il solo scopo di fare quello che spetta ad ognuno di loro.

Un giusto equilibrio tra testa, cuore e membra. Quello che ogni agricoltore dovrebbe avere.

 

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